Abstract. Il contributo analizza la Direttiva UE 2026/1021 in materia di lotta alla corruzione, primo tentativo organico di armonizzazione europea di fattispecie penali, sanzioni e strumenti di prevenzione della corruzione, focalizzandosi, in particolare, sugli artt. 6 e 7, che disciplinano le fattispecie di traffico di influenze illecite ed esercizio illecito di funzioni pubbliche. Tali previsioni vengono confrontate con l'assetto normativo italiano successivo alla riforma Nordio del 2024, che ha ridimensionato il traffico di influenze e abrogato l'abuso d'ufficio, interrogandosi sulla compatibilità di tali scelte con i nuovi obblighi euro-unitari di incriminazione. Il saggio evidenzia inoltre le criticità legate all'assenza di una disciplina europea, ed italiana, del lobbying e discute le prospettive di adeguamento del sistema interno, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 95/2025, nel quadro del difficile equilibrio tra armonizzazione penale sovranazionale e riserva di legge nazionale.
SOMMARIO: 1. Il lungo percorso della Direttiva dell’Unione Europea contro la corruzione ed una nuova politica criminale europea. – 2. La struttura: un quadro d’insieme delle disposizioni principali. – 3. Il rinnovato interesse per i reati di traffico di influenze illecite e di abuso d’ufficio. – 4. Il traffico di influenze illecite. Breve storia di una fattispecie “difficile”. – 5. L’abuso di ufficio. Una storia (in)finita? – 6. Le indicazioni provenienti dal testo della Direttiva europea in tema di traffico di influenze… – 7. …ed esercizio illecito di funzioni pubbliche. – 8. Conclusioni: alla ricerca di un difficile equilibrio ed in attesa di una disciplina europea del lobbying.
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.