ISSN 2704-8098
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  Articolo  
15 Dicembre 2020


Prospettive di criminalizzazione delle terapie di conversione sessuale


Abstract. Il tema della violenza di genere è negli ultimi anni divenuto uno dei tratti caratterizzanti il dibattito pubblico e la recente stagione di riforma del diritto penale. L’argomento qui affrontato impone di confrontarsi con la medesima area tematica, ma da un diverso angolo visuale, quello delle terapie c.d. di conversione. Sino a che punto sono legittime le terapie che hanno come obiettivo quello di far mutare l’indirizzo sessuale di un soggetto? E quali sono i presidi che l’ordinamento giuridico deve mettere in campo per tutelare beni giuridici quali la libertà di autodeterminazione, l’identità di genere e la dignità stessa della persona rispetto a questa tipologia di condotte? L’obiettivo del lavoro è di dare risposta a tali interrogativi, volgendo lo sguardo all’esperienza maturata in sistemi giuridici a noi tradizionalmente vicini, i quali ci insegnano come, a certe condizioni, anche il diritto penale debba conquistarsi un ruolo nel contrasto ai fenomeni in questione.

SOMMARIO: 1. Introduzione. Dalla criminalizzazione alla “cura” dell’omosessualità. – 2. Dalla stigmatizzazione dell’omosessualità alla tutela del diritto all’identità sessuale rispetto a ogni forma di discriminazione. – 3. La patologizzazione dell’omosessualità e le terapie di conversione. – 4. La disciplina penale delle terapie di conversione: cenni di diritto comparato. – 5. Prospettive di criminalizzazione delle terapie di conversione in Italia. – 6. Conclusioni.

* In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.