Articolo  
23 Febbraio 2026


Legalità proattiva: il dialogo tra prevenzione antimafia e d.lgs. 231/2001 come strumento di autorisanamento d’impresa


Francesco Vincelli

AbstractL’articolo analizza l’evoluzione dei principali strumenti di prevenzione e, in particolare, dell’interdittiva antimafia, tradizionalmente intesa come misura amministrativa di esclusione dal mercato pubblico, verso una funzione proattiva e rigenerativa. Viene ricostruito il quadro normativo e giurisprudenziale che ha legittimato lo strumento come misura preventiva, fondata su valutazioni prognostiche del rischio di infiltrazione mafiosa, e la sua progressiva trasformazione da strumento puramente difensivo a leva di autoriforma organizzativa. In questo quadro, il modello di organizzazione e gestione ex d.lgs. 231/2001 assume un ruolo centrale in quanto, da presidio difensivo di compliance penale, diventa parametro di affidabilità complessiva dell’impresa e condizione per l’accesso a misure meno afflittive. L’articolo evidenzia come questa sinergia tra “prevenzione” e modello ex d.lgs. 231/2001 realizzi un cambio di paradigma nel diritto della prevenzione passando dalla logica esclusivamente espulsiva a un approccio di prevenzione integrata, che valorizza la capacità dell’impresa di autorisanarsi, promuovendo legalità, resilienza organizzativa e continuità aziendale.

SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. L’interdittiva antimafia come strumento proattivo. – 3. Il d.lgs. 231/2001 e il ruolo del modello di organizzazione e gestione. – 4. I richiami al modello ex d.lgs. 231/2001 nel Codice Antimafia. – 5. Parallelismi con altri strumenti di legalità proattiva. – 6. Conclusioni. Dalla prevenzione alla responsabilità: un paradigma in evoluzione.

 

*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.