ISSN 2704-8098
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  Articolo  
01 Ottobre 2020


Violenza contro le donne e bulimia repressiva


Abstract. Dopo aver ricostruito il tessuto normativo specifico posto a tutela delle donne contro atti di violenza di genere, ci si interroga sulla effettiva capacità dissuasiva delle novità introdotte nel codice penale dalla l. n. 119/2013 e dalla l. n. 69/2019 (c.d. Codice rosso), oltre che della eventuale fattispecie di “femminicidio”; o se non sia più proficuo valorizzare la strada della prevenzione. Si prende, infine, in considerazione, in una prospettiva di risocializzazione del reo, l'ipotesi del ricorso a paradigmi diversi da quello punitivo, pur sempre con questo integrati.

SOMMARIO: 1. Il perimetro della riflessione. – 2. La tutela penale delle vittime di violenza di genere nella versione originaria del Codice Rocco. – 3. Il progressivo cambiamento dell'impianto normativo. – 4. L'incidenza della Convenzione di Istanbul sulla normativa interna. – 4.1. Gli obblighi di incriminazione. – 4.2. Il potenziamento dei livelli sanzionatori mediante le circostanze aggravanti. – 5. L'irrilevanza dei fattori culturali. – 6. Le indicazioni convenzionali relative al regime di procedibilità. – 7. La mancata incriminazione de “femminicidio”: due occasioni perdute? – 8. Quali margini per un'ulteriore e più efficace tutela?

* In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.