Opinioni  
19 Giugno 2026


La comunicazione giudiziaria dopo la nuova circolare del CSM: da funzione accessoria a dimensione strutturale della giurisdizione


Cesare Parodi

AbstractL’articolo esamina l’aggiornamento delle linee-guida del Consiglio Superiore della Magistratura in materia di corretta comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari, approvato nel giugno 2026, collocandolo nel quadro della progressiva emersione della comunicazione come profilo strutturale dell’esercizio della giurisdizione. Il contributo mette in luce il passaggio da un modello episodico e frammentario a un assetto organizzato, tracciabile e responsabile; analizza il rafforzamento della centralità del Procuratore della Repubblica, il rapporto con il d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188 e con la direttiva (UE) 2016/343, nonché il nuovo bilanciamento fra trasparenza, presunzione di innocenza, tutela reputazionale e diritto di cronaca. Particolare attenzione è dedicata alla nozione di “comunicazione di aggiornamento”, alla dimensione digitale della reputazione e alle ricadute organizzative interne per gli uffici requirenti. L’assunto di fondo è che la nuova circolare non introduca un arretramento della trasparenza, ma imponga una più elevata qualità istituzionale del discorso giudiziario pubblico.

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. La comunicazione giudiziaria come questione ordinamentale. – 3. Il passaggio dal modello episodico al sistema organizzato. – 4. Il ruolo del Procuratore della Repubblica e l’unità della voce istituzionale. – 5. Presunzione di innocenza, reputazione e diritto all’informazione. – 6. Le forme della comunicazione: centralità del comunicato e residualità della conferenza stampa. – 7. La comunicazione di aggiornamento e il principio di simmetria informativa. – 8. La dimensione digitale della lesione reputazionale. – 9. Le indicazioni del CSM per uffici requirenti e giudicanti: modelli organizzativi differenziati 9.1. Gli uffici requirenti: centralità del dirigente e controllo della comunicazione. 9.2. Gli uffici giudicanti: comunicazione come spiegazione della decisione. 9.3. Il significato sistemico della differenziazione. - 10. Le ricadute organizzative sugli uffici e sulla professionalità dei magistrati. – 11. Conclusioni.