Scheda  
28 Luglio 2026


Comunicare la scienza (e i suoi risultati) nel processo penale: la metrologia forense e il linguaggio dell'incertezza


Gabriella Di Paolo

Il presente contributo offre una sintesi dei principali risultati del progetto PRIN 2022 «Verso una maggiore affidabilità della prova tecnico-scientifica per mezzo della metrologia forense. Un nuovo antidoto agli errori giudiziari». I principali risultati della ricerca sono pubblicati in «Metro4Justice –  Libro Bianco sulla metrologia forense nel procedimento penale. Garantire l'affidabilità delle prove scientifiche basate su misurazioni», Università degli Studi di Trento, 2025, e nel volume collettaneo «Verso una maggiore affidabilità della prova tecnico-scientifica per mezzo della metrologia forense. Un nuovo antidoto agli errori giudiziari», Giuffrè Francis Lefebvre, 2026, che raccoglie gli atti del convegno conclusivo del progetto. Entrambe i volumi sono reperibili in open-access.

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1. La ricerca scientifica contemporanea è chiamata a confrontarsi con problemi di elevata complessità, rispetto ai quali nessuna disciplina può ritenersi autosufficiente. Nel processo penale, la crescente incidenza della prova tecnico-scientifica rende sempre più evidente l’esigenza di un dialogo stabile tra il sapere giuridico e le competenze specialistiche, affinché le conoscenze ottenute tramite il contributo degli esperti possano essere interpretate e utilizzate correttamente nella decisione giudiziaria.

È in questa prospettiva che si inserisce il progetto di ricerca biennale «Verso una maggiore affidabilità della prova tecnico-scientifica per mezzo della metrologia forense. Un nuovo antidoto agli errori giudiziari» (PRIN 2022, codice progetto 2022C9STX2)[1], finanziato dall'Unione europea nell’ambito del programma Next Generation EU, di cui il presente contributo intende dare conto in occasione della pubblicazione dei due principali output progettuali: «Metro4Justice, Libro bianco sulla metrologia forense nel processo penale. Garantire l’affidabilità delle prove scientifiche basate su misurazioni»[2], edito nel 2025 dall’Università di Trento, e il volume collettaneo «Verso una maggiore affidabilità della prova tecnico-scientifica per mezzo della metrologia forense»[3], appena pubblicato da Giuffrè Francis Lefebvre nel 2026, che raccoglie gli atti del convegno conclusivo del progetto medesimo.

 

2. L’asse portante della ricerca – che ha visto coinvolte, con il coordinamento dell'Università di Trento, l'Università dell'Insubria e il Politecnico di Milano, in una logica di ibridazione delle competenze – riguardava l'impiego dei concetti e delle metodologie tipiche della metrologia in ambito forense. Sullo sfondo, l'ipotesi – chiaramente espressa fin dal titolo – che la cultura metrologica possa costituire un prezioso ausilio nella gestione della c.d. prova scientifica, in particolare (ma non soltanto) per la valutazione di affidabilità dei risultati ottenuti tramite l'applicazione di metodi e tecniche delle scienze forensi, così minimizzando il rischio di «falsi positivi» (ossia, condanne ingiuste) nell'amministrazione della giustizia penale.

L'attività di ricerca – sviluppata anche attraverso l'analisi di specifici casi studio e culminata nella pubblicazione dei volumi sopra citati – consente di ritenere confermata l'ipotesi formulata nella fase iniziale del progetto. Se la scienza opera inevitabilmente entro un continuum di incertezze, l'applicazione dei principi metrologici nei diversi settori delle scienze forensi rappresenta un significativo valore aggiunto. Per sua stessa natura, infatti, la metrologia fornisce gli strumenti concettuali per valutare, gestire e interpretare l'incertezza che caratterizza ogni misurazione: essa consente dunque agli esperti di identificare e comunicare pure l'incertezza intrinsecamente associata alle misurazioni eseguite nel contesto giudiziario, a supporto dell'accertamento di fatti penalmente rilevanti. L'approccio metrologico garantisce pertanto maggiore trasparenza, affidabilità e riproducibilità ai risultati delle indagini scientifiche, contribuendo a rafforzare la tenuta epistemologica del sapere tecnico utilizzato nel processo.

Si tratta, come è agevole intuire, di un contributo tutt'altro che irrilevante se si considera che l'attualità ci sottopone continuamente a situazioni e processi di grande complessità e che la scienza si è dotata di modelli quantitativi e computazionali sempre più raffinati per analizzare questi fenomeni, senza tuttavia riuscire ad attingere a "certezze" o "verità" assolute. Ormai è ampiamente riconosciuto che l'incertezza costituisce una componente intrinseca e inevitabile della scienza e permea anche la società, dal momento che non esiste disciplina sperimentale che possa dirsi del tutto esente da margini di errore.

 

3. Alla luce di queste premesse, appare evidente come l'incertezza associata alle conclusioni cui si perviene tramite l’applicazione di metodologie scientifiche sia divenuta, ormai da tempo, uno dei temi più delicati da affrontare e comunicare. Lo confermano, fra l'altro, l'esperienza maturata nel corso della pandemia, le persistenti difficoltà nel formulare proiezioni attendibili sull'evoluzione dei modelli climatici legati al riscaldamento globale e, per quanto interessa più da vicino, alcuni recenti casi di cronaca nera ad alta rilevanza mediatica nel nostro Paese[4]. Benché profondamente diversi tra loro, tutti questi esempi mettono in luce la complessità del rapporto tra conoscenza scientifica, incertezza e processi decisionali, specialmente quando la scienza diventa parametro di riferimento per decisioni istituzionali o giudiziarie caratterizzate da un elevato impatto sociale.

Stando così le cose, non v'è dubbio che la metrologia, con il suo costante richiamo alla rigorosa valutazione dei limiti di validità della conoscenza scientifica, possa rivelarsi una disciplina preziosa anche nel contesto giurisdizionale, per un molteplice ordine di ragioni. Anzitutto, perché comprendere – e accettare – l'esistenza di una ineliminabile incertezza non significa mettere in discussione il valore del metodo scientifico o la possibilità di ottenere conoscenze affidabili. Significa, piuttosto, prendere atto che tutte le informazioni sul mondo di cui disponiamo sono il risultato di osservazioni e misurazioni inevitabilmente caratterizzate da un margine di dubbio.

Inoltre, l'insegnamento fondamentale della metrologia è che nel mondo delle scienze sperimentali un dato non si riduce mai soltanto a un numero: esso rappresenta piuttosto un intervallo di valori, caratterizzato da un determinato livello di incertezza (la cd. “incertezza di misura), dalla quale dipende la probabilità che il valore ricercato appartenga a tale insieme e, quindi, l'attendibilità del dato stesso. Una delle grandi sfide della scienza moderna consiste precisamente nell’individuare, quantificare e, ove possibile, ridurre tali incertezze e le sorgenti da cui esse derivano.

Infine, trasferire questa consapevolezza dalla comunità scientifica di riferimento al mondo giudiziario appare non solo doveroso, ma anche di cruciale importanza. Accettare che l'incertezza associata ad ogni attività di misurazione possa essere quantificata e governata, pur senza poter essere completamente eliminata, contribuisce infatti a evitare che i risultati degli accertamenti tecnici vengano interpretati come verità assolute. Al contrario, è necessario che chi formula l'accusa e chi è chiamato a giudicare sappia distinguere, ciascuno per quanto di propria competenza, il grado di affidabilità delle informazioni acquisite, comprendendo il peso e i limiti dei metodi e degli strumenti utilizzati sui risultati ottenuti, nonché l'incidenza dei bias cognitivi che possono influenzare anche l'attività dell'esperto. In questo modo si riduce il rischio di errori giudiziari, spesso derivanti dall’errata percezione di un'informazione espressa in termini statistico-probabilistici, indebitamente trasformata in una pretesa e illusoria certezza, dovuta anche all'incapacità di prendere criticamente le distanze dai propri convincimenti.

Se si condivide questa prospettiva, una delle principali sfide dei prossimi anni consisterà proprio nella diffusione, anche tra gli operatori coinvolti nell'amministrazione della giustizia penale – scienziati forensi e operatori del diritto, ciascuno per quanto di propria competenza – di un'adeguata cultura metrologica e delle sue "chiavi di lettura" dell'incertezza.

 

4. Il dibattito sviluppatosi negli ultimi anni sul modo di garantire la credibilità e la giustificazione epistemologica delle scienze forensi offre, del resto, numerosi spunti in questa direzione. Il riferimento è, ovviamente, al PCAST Report, elaborato nel 2016 dal President's Council of Advisors on Science and Technology statunitense[5], e alla Sydney Declaration del 2022 (Revisiting the essence of forensic science through its fundamental principles[6], i quali, pur da prospettive diverse, muovono dalla comune esigenza di individuare criteri e metodologie capaci di rafforzare l'affidabilità delle scienze forensi e della prova tecnico-scientifica.

Un’ulteriore conferma della necessità di diffondere i fondamenti della cultura metrologica è venuta dal confronto con gli esperti e gli operatori del diritto realizzatosi in occasione delle attività di ricerca, formazione e divulgazione scientifica sviluppate nel corso del progetto[7]. Da tale confronto è emersa l'impressione che il contributo della metrologia alla gestione dell'incertezza sia, oggi, ancora largamente sottovalutato. Gli scienziati forensi sembrano infatti ignorarne le potenzialità oppure considerarle marginali rispetto agli standard di qualità già consolidati. Gli operatori del diritto, dal canto loro, si trovano fisiologicamente in una posizione di asimmetria informativa rispetto agli esperti e, proprio per questo, incontrano maggiori difficoltà nel comprendere il reale significato e i limiti delle conclusioni tecnico-scientifiche.

A sostegno della prima impressione (l’ignoranza della metrologia) depone fatto che i principali documenti internazionali dedicati alle scienze forensi facciano ampio ricorso – forse persino in modo inconsapevole – a concetti propri della metrologia, senza tuttavia adottarne il lessico specialistico, né richiamarne espressamente i principi fondamentali[8]. La validazione dei metodi, la valutazione dell'errore, la riproducibilità dei risultati e la trasparenza delle procedure costituiscono, infatti, temi tipicamente metrologici, pur essendo spesso affrontati senza un esplicito riferimento alla scienza della misura.

Depone, invece, a favore della seconda impressione (la marginalità o la superfluità della metrologia) la convinzione — talora espressa in modo esplicito dagli scienziati forensi — dell’autosufficienza degli standard di “quality assurance in forensic science” elaborati in ambito europeo dal 2009 in poi. Si allude, in particolare, al corpus normativo[9] costituito dal diritto dell’Unione europea in tema di accreditamento dei laboratori, dalla variegata serie di norme ISO 21043, nonché dai requisiti analitici e dalle raccomandazioni nella scienza forense emanate dall’ ENFSI (European Network of Forensic Science Institutes - Rete Europea degli Istituti di Scienze Forensi)[10].

Si tratta di una presa di posizione suggestiva, ma non condivisibile.

Il complesso delle norme europee in materia di accreditamento dei laboratori, degli standard ISO e delle linee guida elaborate dall'ENFSI costituisce, senza dubbio, un presidio essenziale per assicurare la qualità delle attività tecnico-scientifiche. Esso garantisce che le analisi siano eseguite secondo procedure validate e controllate. Tuttavia, l’esistenza di tali gold standard non risolve il diverso problema della corretta interpretazione e comunicazione dei risultati scientifici ottenuti, e nemmeno è stata sufficiente ad impedire clamorosi errori giudiziari.

Va inoltre osservato che i documenti in questione ignorano totalmente gli aspetti metrologici, tant’è vero che spesso propongono definizioni di concetti metrologici diverse da quelle ufficiali del BIPM, pubblicate nell’International Vocabulary of Metrology (VIM). Si tratta di un profilo tutt'altro che secondario, poiché le definizioni del VIM sono state recepite dalla stessa ISO nella ISO/IEC Guide 99:2007 e costituiscono, pertanto, il lessico di riferimento condiviso a livello internazionale. L'elaborazione di definizioni diverse rischia di compromettere quell'uniformità concettuale che rappresenta il presupposto indispensabile per un corretto dialogo tra discipline e, conseguentemente, per una corretta comprensione dei risultati scientifici[11].

Infine, e soprattutto, trascurando gli aspetti metrologici, gli standard di quality assurance in discorso portano alla conclusione — a nostro avviso errata — che gestire le attività delle scienze forensi secondo i dettami tipici del controllo di qualità possa evitare gli errori. Ammesso e non concesso che tale approccio possa evitare gli errori macroscopici, resta pur sempre il fatto che esso non impone di palesare il dubbio implicito in ciascun risultato di misura e quindi non fornisce all’autorità giudiziaria le informazioni necessarie per valutare l’attendibilità dell’evidenza scientifica.

Vi è quanto basta per auspicare, in conclusione, che l’approccio metrologico e la consapevolezza dell’inevitabile incertezza insita in ogni misurazione e analisi scientifica, non siano considerati come un elemento di fragilità o di debolezza dell’accertamento giudiziario, bensì come un presidio di garanzia e un prezioso alleato. Riconoscere che l’incertezza non può mai essere eliminata integralmente, ma può essere quantificata e governata, consente infatti al giudice e alle parti di valutare le evidenze scientifiche con la necessaria prudenza critica, di collocare i dati scientifici entro i loro limiti epistemologici e di fondare la decisione su un apprezzamento più equilibrato e proporzionato degli elementi processuali.

In definitiva, «ammettere l'incertezza non è un limite, ma una risorsa che apre a nuove opportunità, e il passaggio da limite a risorsa sta proprio nell'imparare a comprenderla e gestirla»[12]. La metrologia forense può essere uno dei driver di tale passaggio, fornendo gli strumenti per comprendere, quantificare, gestire e, di conseguenza, comunicare correttamente l'incertezza che accompagna ogni evidenza scientifica sperimentale, anche in ambito giudiziario[13].

 

 

[1] Per ulteriori informazioni sul gruppo di ricerca e sulle attività svolte, si rinvia al sito web dedicato, reperibile al seguente link: https://www.giurisprudenza.unitn.it/4642/prin-2022. Per informazioni sul progetto e i suoi risultati, si rinvia a https://www.giurisprudenza.unitn.it/4642/prin-2022.

[2] G. Di Paolo, A. Ferrero, D. Petri (a cura di), Metro4Justice, Libro bianco sulla metrologia forense nel processo penale. Garantire l’affidabilità delle prove scientifiche basate su misurazioni, Università degli Studi di Trento, ISBN 978-88-5541-130-1, DOI 10.15168/11572_468311, liberamente accessibile al link: https://hdl.handle.net/11572/468311.

[3] G. Di Paolo, A. Ferrero, D. Petri (a cura di), Verso una maggiore affidabilità della prova tecnico-scientifica per mezzo della metrologia forense, Giuffrè Francis Lefebvre, Milano, 2026, ISBN-EAN 9788828885474, reperibile in formato digitale open-access sul sito dell’editore e sulla pagina web dedicata al progetto.

[4] Ci si riferisce ai casi di cronaca nera diventati oggetto di ricostruzione in forma di fiction, docufilm o inchiesta giornalistica. Si pensi, per fare un esempio molto recente, alla trasmissione televisiva RAI “Il caso”, del giornalista Stefano Nazzi, che ha minuziosamente riscostruito i profili processuali e mediatici di quattro grandi casi di cronaca nera, ossia il caso di Cogne (relativo all’omicidio del piccolo Samuele), il caso di Brembate di Sopra (Yara Gambirasio), il caso di Perugia, concernente l’omicidio di Meredith, e il caso del serial killer Bilancia. Il tutto, indugiando anche sugli aspetti critici delle indagini scientifiche svolte. Cfr. https://www.raiplay.it/programmi/ilcaso.

[5] PCAST (2016), Report to the President — Forensic Science in Criminal Courts: Ensuring Scientific Validity of Feature — Comparison Methods. Available at: https:// tinyurl.com/abv5mufh.

[6] Roux et al., 2022] Roux, C., Bucht, R., Crispino, F., De Forest, P., Lennard, C., Margot, P., Miranda, M. D., NicDaeid, N., Ribaux, O., Ross, A., e Willis, S. (2022). The Sydney declaration — Revisiting the essence of Forensic Science through its fundamental principles, in Forensic Science International, 2022, vol. 322, 111182, p. 2 ss.

[7] Ci si riferisce, ad esempio, allo scambio di opinioni tra i componenti del gruppo di ricerca e illustri scienziati forensi in occasione della conferenza annuale internazionale della American Academy of Forensic Scinces, tenutasi a Baltimora (MD, USA) dal 17 al 22 febbraio 2025 e, pochi mesi dopo, in occasione della International Summer School IFOSS: “Forensic horizons: investigating truth in the digital and AI era. Challenges and opportunities in digital forensics, cybersecurity, and AI-driven investigation”, svoltati a Scicli il 13-19 luglio 2025.

[8] Del resto, tra i redattori di tali documenti non risultano esperti della scienza delle misure; il gruppo di lavoro era composto da scienziati (tutti di chiara fama) appartenenti ad altri ambiti (biologi, genetisti, etc.).

[9] Si allude alla Decisione EU 2009/905/JHA on Accreditation of forensic service providers carrying out laboratory activities, alle Guidelines ENFSI for the single laboratory Validation of Instrumental and Human Based Methods in Forensic Science e agli standard ISO_IEC_17025_2017, General requirements for the competence of testing and calibration laboratories. I nuovi standard ISO per le science forensi sono invece contenuti nelle norme della serie ISO 21043.

[10] L’ENFSI è l’organismo tecnico di riferimento europeo, sia dell’Unione europea, sia del Gruppo di Cooperazione Europeo delle Polizie nonché dell’Europol e dell’Interpol, riguardo la definizione degli standard tecnici utilizzati dai Laboratori di Polizia Scientifica.

[11] E’ importante chiarire che le definizioni del VIM sono state recepite anche stessa ISO nella ISO/IEC Guide 99:2007, pertanto l’elaborazione di definizioni diverse 

[12] In questi precisi termini i curatori della mostra “Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro”, a cura dell’INFN. La mostra, tenutasi presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, era inserita nel più ampio progetto di Azienda Speciale Palaexpo “Tre Stazioni per Arte-Scienza”, promosso da Roma Culture. Alla base della mostra vi era l’idea che la valorizzazione dell’incertezza, intesa non solo come conoscenza dei limiti di analisi e misure, ma anche come aspetto cardine della nostra esistenza, debba passare non solo per gli scienziati e la scienza in sé, ma anche attraverso l’arte e la cultura ad ogni livello. Cfr. Newsletter INFS n. 88, in https://www.infn.it/newsletter-eu/pdf/NEWSLETTER_INFN 88_italiano.pdf.