Abstract. L’Autore analizza il d.l. 8 agosto 2025, n. 116, contenente tra l’altro disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti e per la bonifica dell'area denominata Terra dei fuochi. Il provvedimento si caratterizza per la trasformazione di quasi tutte le contravvenzioni in delitti, puniti sia a titolo di dolo che di colpa, aumenti generalizzati di pena e nuove sanzioni accessorie. Nel complesso emerge la figura dell’inquinatore da rifiuti come tipo di autore tendenzialmente meritevole di pene elevate, per la prima volta a rischio di carcere; simmetricamente si riduce grandemente il ruolo della procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali in materia di rifiuti, che fin qui aveva dato buona prova di sé, consentendo celeri ripristini e il ritorno alla legalità sotto la supervisione delle autorità di controllo e dell’autorità giudiziaria. Il contributo si chiude con alcune proposte di modifica del provvedimento.
SOMMARIO: 1. Ragioni di necessità e urgenza? – 2. Abbandono di rifiuti (e di razionalità politico-criminale?). – 2.1. L’abbandono di rifiuti non pericolosi. – 2.2. L’abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari. 2.3. L’abbandono di rifiuti pericolosi. – 3. La gestione abusiva di rifiuti. – 3.1. La discarica abusiva. – 3.2. L’inosservanza delle prescrizioni. – 4. La combustione illecita di rifiuti. – 5. I reati di falso. – 6. La spedizione illegale di rifiuti. – 7. L’aggravante dell’attività di impresa. – 8. La punibilità per colpa. – 9. Le modifiche agli ecodelitti. – 10. L’esclusione dal campo di applicazione dell’art. 131-bis c.p. – 11. Norme processuali. – 12. Le sanzioni per gli enti. – 13. Conclusioni e auspici.
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.