Indice corredato di abstract dei contenuti (a cura di Dalila Mara Schirò)
Con l’autorizzazione della Società italiana di Medicina legale e delle Assicurazioni e dell’editore Lefebvre Giuffrè anticipiamo di seguito l’indice corredato di abstract dei lavori pubblicati nell’ultimo numero della Rivista italiana di medicina legale e del diritto in campo sanitario (n. 1/2025).
EDITORIALE
Romano B., Scognamiglio C., Di Donna L., Ricordo di Guido Alpa.
Oliva A., La prova scientifica tra dubbi, bugie e verità.
DOTTRINA E METODOLOGIA
Cecchi R., Santunione A.L., Dalla violenza domestica al femminicidio: quali strategie?
La violenza contro le donne rappresenta una piaga globale in continua crescita. Negli ultimi anni si è progressivamente accresciuta la consapevolezza circa tale fenomeno e l’attenzione si è focalizzata su aspetti sociologici, sanitari e giuridici con l’obiettivo di individuare fattori di rischio che consentano di agire in un’ottica di prevenzione. Le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Comunità Europea hanno espresso posizioni forti in tal senso. In Italia alle normative nazionali sono conseguite normative regionali che vedono il coinvolgimento sinergico di tutte le istituzionali locali, tra cui le aziende ospedaliere, i servizi sociali, i centri antiviolenza, le case rifugio, nella tutela delle vittime. In questo contesto il medico legale ha un ruolo fondamentale nell’identificazione e nella documentazione della violenza subita dalle donne. Tuttavia il suo compito non deve limitarsi ad una mera registrazione di dati. L’incontro tra il medico legale e la donna vittima di violenza costituisce l’occasione per raccogliere dalla vittima il racconto di quanto accaduto e per indagare eventuali precedenti atti di violenza, in una sorta di anamnesi medico-legale, ma costituisce anche una preziosa opportunità di un confronto tra una persona che ha bisogno conoscere il significato medico della violenza subita e l’esperto in grado di fornirle informazioni scientificamente solide, portando alla sua attenzione quanto potrà ancora accadere, in una sorta di prognosi medico-legale. In quest’ottica la comunicazione tra la vittima e il medico legale diviene strumento di prevenzione e cura. Deve infatti favorire la riflessione nella vittima circa il fatto che non vedersi rispettata nelle proprie decisioni e scelte costituisce un elemento fondativo di un possibile reato, creando così le premesse per una sorta di terapia medico-legale della violenza.
Rinaldi R., Santovito D., Di Mauro L., Volonnino G., La Russa R., Gibelli F., Frati P., Il reato di femminicidio: l’evoluzione della normativa italiana
Il reato di femminicidio rappresenta una delle criticità legislative più cogenti del panorama italiano e globale, stante un preoccupante aumento del fenomeno dal punto di vista statistico, cui si associano anche altri tipi di reati, definiti “reati sentinella”, la cui attuazione spesso rappresenta solo il preludio di eventi più tragici. La sensibilizzazione a tale tema è iniziata negli anni ’70 e, nel tempo, ha visto coinvolti sempre più organi internazionali, al fine di istituire campagne di educazione e prevenzione contro la violenza di genere. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito ad un aumento della violenza di genere nelle sue declinazioni più gravi, coinvolgendo anche soggetti di giovane età. Nel presente lavoro verrà eseguita un’analisi di tale fenomeno dal punto di vista legislativo, con un focus sul quadro italiano, che sulla scia dei cambiamenti culturali attraversati ha adattato, e sta adattando, la propria giurisprudenza al fine di porre un netto freno alla violenza di genere, mediante promulgazione di leggi ad hoc, nonché di campagne di educazione e sensibilizzazione.
Merzagora I., Bailo P., Pleuteri L., Rossetto I., No Women, No Crime - Donne che uccidono donne
La ricerca criminologica ha da tempo evidenziato come le donne commettano omicidi con una frequenza nettamente inferiore rispetto agli uomini. Ancora più raro e scarsamente studiato è il fenomeno delle donne che uccidono altre donne. Questo studio analizza gli omicidi volontari di donne perpetrati da donne nella città metropolitana di Milano e nei comuni limitrofi, avvalendosi di dati del settorato medico-legale milanese e di notizie di stampa. Nel periodo compreso tra il 1991 e il 2022, sono stati identificati solo 20 casi, nonostante un arco temporale di oltre tre decenni. Questa rarità pone una questione di ricerca fondamentale: perché questi casi sono così pochi? L’analisi suggerisce che la sovrapposizione di due dinamiche criminologiche – la minore propensione delle donne alla violenza letale e la loro minore probabilità di essere vittime di omicidio – gioca un ruolo determinante in questo fenomeno. Anche il confronto con i dati nazionali e internazionali evidenzia caratteristiche peculiari degli omicidi di donne contro donne. A differenza delle tendenze generali, questi casi raramente coinvolgono la criminalità organizzata o comune, presentano un utilizzo molto limitato di armi da fuoco e si verificano prevalentemente in ambito domestico. Il dato più significativo riguarda la relazione tra vittima e carnefice: in ben il 40% dei casi si tratta di un rapporto madre-figlia o figlia-madre. Inoltre, sebbene le vittime di omicidio tendano generalmente a essere più giovani, in questo campione si rilevano tre vittime minorenni, un elemento insolito al di fuori della criminalità organizzata.
Questi omicidi, infine, si discostano dalla definizione convenzionale di femminicidio e l’unico caso di omicidio del partner non rientra nei modelli tipici di violenza di genere e controllo coercitivo. In definitiva i dati disponibili suggeriscono che le donne non commettono femminicidi.
Gaspari F., La riforma in materia di disabilità: profili ricostruttivi e aspetti critici
Il saggio analizza la recente riforma in materia di disabilità. In particolare, nella sua prima parte, lo scritto mette in evidenza i principali profili ricostruttivi della materia, muovendo dall’approccio tradizionale fino al decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. Nella seconda parte del contributo vengono passati in rassegna i principali aspetti di tale riforma, tra cui la nuova definizione di “condizione di disabilità”, la distinzione tra il procedimento di valutazione di base e il procedimento di valutazione multidimensionale, l’istituto del progetto di vita personalizzato e partecipato.
Fusco V., Il trattamento di dati personali per l’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale in ambito medico: criticità del consenso e basi giuridiche alternative
Il saggio esamina le criticità connesse all’utilizzo del consenso come base giuridica per la raccolta e il trattamento di dati personali funzionali allo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, individuando poi possibili basi giuridiche alternative. In particolare, il saggio si sofferma sulle condizioni di liceità alternative al consenso utilizzabili per il trattamento di dati personali per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale in ambito medico, e analizza la base giuridica che il legislatore italiano intende introdurre con l’articolo 8 del disegno di legge sull’intelligenza artificiale.
RICERCA SPERIMENTALE E CASISTICA
Bolcato M., Pomara C., Il rapporto Eurispes sulla Legge Gelli: More we need more.
A seguito della pubblicazione del Rapporto Eurispes sull’analisi di 1380 relazioni di consulenza tecnica medico legale in sede di ATP eseguite presso il tribunale di Roma dopo l’emanazione della Legge Gelli, sono state effettuate considerazioni in ordine al contrasto della medicina difensiva e al principale obiettivo che la legge si prefiggeva ossia la sicurezza delle cure.
Sebbene siano da registrare pregevoli miglioramenti nella determinazione dei “binari” della responsabilità professionale rispetto all’azienda ospedaliera e al professionista, essi non possono dirsi pienamente efficaci nel contrasto della medicina difensiva. Oltre a tale aspetto, i dati non consentono di indicare come raggiunto l’obiettivo più elevato in campo di sicurezza delle cure, a tale fine è necessaria l’implementazione di una aggiornata cultura del rischio clinico attraverso formazione adeguata e continua.
Piras G.N., Obici M., Berloco T., Guarnaccia F.R., Lippi M., Imbriani M., Marchesini D., Manta A.M., Montanari Vergallo G., Ciallella C., Come (non) prevenire le infezioni correlate all’assistenza: una revisione di letteratura per esaminare le basi tecnico-scientifiche del terdeciscalogo della Cassazione.
Le infezioni correlate all’assistenza sono il nucleo di alcuni recenti pronunciamenti della Suprema Corte in termini di prevedibilità e di possibilità di prevenzione, tanto da aver emesso un terdeciscalogo che le strutture sanitarie tutte dovrebbero dimostrare di aver attuato per soddisfare l’onere della prova di una condotta non colposa, ovvero per ricondurre l’evento contestato al minimo irriducibile – quella parte di infezioni, cioè, non prevenibili a prescindere dagli sforzi compiuti.
Per verificare se tale pronunciamento giudiziario fosse basato su evidenze di letteratura, si è quindi
eseguita una ampia revisione, definibile come narrativa per la vastità degli argomenti trattati, e che ha esaminato, in origine, oltre 75.000 articoli, fino a considerarne oltre un centinaio. Si è deciso di ricomprendere solo le evidenze di norma correlate a livelli di qualità scientifica maggiori, come le meta-analisi, le revisioni sistematiche, e i randomized clinial trials.
Con tutti i limiti metodologici del caso – non ultimo, l’impossibilità pratica di procedere a una pedissequavalutazione qualitativa delle prove raccolte – il confronto con la letteratura restituisce un’amara conclusione: i dettami della Suprema Corte sono, a oggi, irrealizzabili, ovvero non consentono di eradicare il fenomeno delle infezioni correlate all’assistenza, che rimangono, dunque, una problematica di salute con importanti ripercussioni sociali quanto economiche.
Difatti, sebbene vi siano delle misure che consentono di ottenere una riduzione della prevalenza delle infezioni correlate all’assistenza, esse a oggi richiedono un enorme finanziamento da parte dello Stato per rivoluzionare finanche le fondamenta degli ospedali; d’altro canto, la loro realizzazione pratica non sembra comportare una riduzione della mortalità associata al medesimo fenomeno.
GIURISPRUDENZA CIVILE
RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA
Corte di Cassazione, Sezione III civile, sentenza n. 3016 del 6 febbraio 2025.
Corte di Cassazione, Sezione III civile, ordinanza n. 33984 del 23 dicembre 2024.
NOTE A SENTENZA
Sapigni R., Informazioni sui dispositivi medici e responsabilità del produttore.
Nella pronuncia in esame viene analizzato il contenuto di informativa necessaria ad un corretto, sicuro ed informato utilizzo dei farmaci e dispositivi medici i quali, essendo dei prodotti dotati di intrinseca pericolosità, sono sottoposti alla disciplina speciale contenuta negli artt. 114 ss. cod. cons.
Tale soluzione, tuttavia, solleva non pochi interrogativi in merito al giudizio di difettosità del prodotto medico – sanitario che impone di accertare la conformità del prodotto agli standard tecnici previsti dalle normative tecniche di settore e, successivamente, di valutare come il prodotto stesso ha “reagito” all’utilizzo da parte del consumatore. Con specifico riferimento a quest’ultimo profilo, assumono estrema rilevanza gli obblighi informativi in capo al produttore che, se adeguatamente assolti, consentono di escludere la responsabilità di quest’ultimo laddove si registri il concorso di colpa del danneggiato ex art. 1227 c.c., in caso di relativa sottovalutazione o abuso del farmaco.
GIURISPRUDENZA PENALE
RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA
Corte di Cassazione, Sezione VI penale, sentenza n. 40947 del 12 settembre 2023 - 9 ottobre 2023.
Corte di Cassazione, Sezione II penale, sentenza n. 43108 del 10 ottobre 2024 - 26 novembre 2024.
Corte di Cassazione, Sezione VI penale, sentenza n. 7100 del 21 gennaio 2025 - 20 febbraio 2025.
NOTE A SENTENZA
Schirò D.M., L’esercizio abusivo delle professioni sanitarie nelle recenti pronunce della Cassazione
Traendo spunto dalle sentenze in epigrafe, lo scritto si sofferma sull’esercizio abusivo delle professioni sanitarie. Dopo una sintetica ricostruzione del quadro normativo di riferimento, lo sguardo è indirizzato alla variegata casistica giurisprudenziale in materia.
OPINIONI A CONFRONTO
Il fine vita: tra Corte costituzionale e legge regionale toscana
Ronco M., La legge regionale toscana 14.03.2025, n. 16: profili di incostituzionalità.
La legge regionale toscana 14.03.2025, n. 16 pretende di dare attuazione alle sentenze costituzionali sul fine vita. Tale asserto è privo di fondamento, poiché le sentenze della Corte n. 242/2019 e n. 135/2024 sono autoattuative sia quanto ai requisiti sostanziali che a quelli procedimentali, sì da perimetrare con esattezza la non punibilità di una ristretta serie di casi riconducibili materialmente all’art. 580 c.p. La legge toscana vìola il principio della competenza esclusiva dello Stato nelle materie concernenti l’ordinamento penale e civile, nonché la disciplina dei livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali. Neppure ricorre l’ipotesi di competenza concorrente tra Stato e Regioni, in assenza del presupposto previsto all’art. 117, co. 3, ultima parte.
Donini M., Tre momenti di parresia di fronte al fine-vita
In questo scritto vengono evidenziati alcuni momenti decisivi di verità sul fine-vita: la differenza fra l’eutanasia e l’aiuto a morire quale tipologia di casi che non sono né suicidio e né omicidio; la opportunità che chi scrive di bioetica palesi se le sue posizioni sono dettate da qualche politica della morale ispirata a fonti religiose o laiche diverse dall’umana solidarietà: un outing che è al servizio della verità; l’importanza di privilegiare la fraternità, rispetto alla mera libertà, nel definire i casi di aiuto al suicidio, che vanno ben al di là di un atto di autonomia, essendo di regola momenti terribili di disperazione esistenziale. Il modello della compassione di Enea viene contrapposto all’hybris di Zarathustra. Chiude il quadro il pieno sostegno alla l. regionale n. 16/2025 (pubblicata nella Sezione “Osservatorio Normativo”).
OSSERVATORIO NORMATIVO
D.l. 27.12.2024, n. 202, “milleproroghe”, convertito con modificazioni dalla L. 21 febbraio 2025, n. 15 (proroga del c.d. scudo penale).
Legge regionale della Regione Toscana 14 marzo 2025, n. 16, recante « Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024 ».
RECENSIONI
Frati P., Recensione a Fraioli F. (a cura di), Il diritto nella sanità, vol. I, Santelli Editore, 2025