In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza della Corte di cassazione, che ha confermato la condanna di Mario Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione per duplice omicidio, tentato omicidio e porto abusivo d’armi, pubblichiamo in allegato le sentenze di primo e di secondo grado, pronunciate, rispettivamente, dalla Corte d’Assise di Asti (condanna a 17 anni di reclusione) e dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino (che ha riformato la sentenza di primo grado rideterminando la pena irrogata).
In sintesi, la legittima difesa dell’imputato, gioielliere che come è noto e testimoniato da un video ha reagito a una rapina ormai conclusa inseguendo i rapinatori per strada e colpendoli con una calibro 38 mentre erano disarmati e intenti a salire in macchina per fuggire con i gioielli sottratti, è stata esclusa per difetto dei requisiti dell’attualità del pericolo di offesa alla propria o incolumità personale e della necessità e proporzionalità della difesa, rispetto all’offesa (art. 52, co. 1 c.p).
La disciplina della legittima difesa domiciliare (introdotta con le riforme del 2006 e del 2019) non è venuta in rilievo perché i fatti oggetto d’imputazione si sono interamente verificati fuori dall’esercizio commerciale.
L’eccesso colposo è stato escluso perché presuppone una legittima difesa, nel caso di specie assente.
La pena è stata determinata nel minimo (21 anni) e diminuita in applicazione dell’attenuante della reazione allo stato d’ira determinato dal fatto ingiusto altrui (art. 62, n. 2 c.p.) e delle attenuanti generiche (art. 62 bis c.p.), concesse in ragione del parziale risarcimento del danno, oltre che della partecipazione alle udienze. In appello la pena è stata poi rideterminata riducendo la misura dell’aumento di pena per la continuazione tra i reati concorrenti.
(Gian Luigi Gatta)