Abstract dei contributi (a cura di Candida Mistrorigo)
Con l'autorizzazione dell'editore Giuffrè Francis Lefebvre anticipiamo di seguito gli abstract dei lavori pubblicati nell'ultimo numero della Rivista italiana di diritto e procedura penale (n. 2/2025).
DOTTRINA
ARTICOLI
Palazzo F., per il 50° anno dell’ordinamento penitenziario, p. 415 ss.
La relazione ricorda la genesi della legge n. 354/1975 (ordinamento penitenziario) per segnalarne il significato nel processo di adeguamento del sistema sanzionatorio alla Costituzione. Viene poi esaminato il ruolo delle misure alternative alla detenzione nell’evoluzione del sistema. Ribadito, infine, il fermo ancoraggio all’idea di rieducazione contro ogni tentazione di abbandono da parte degli opposti estremismi liberali o securitari, si afferma l’urgenza di rafforzare il riconoscimento dei diritti dei detenuti, prospettando altresì un futuribile e più organico e razionale riassetto dell’intero sistema sanzionatorio.
Fornasari G., La pena naturale, la sua urgenza e i suoi paradossi. Abbozzo di una prospettiva de lege ferenda, p. 429 ss.
Di fronte alla casistica non marginale dei reati che producono gravi sofferenze fisiche o morali nella sfera dello stesso autore del fatto, definiti come casi di pena naturale, l’ordinamento penale italiano non prevede alcuna disposizione che consenta o imponga al giudice di mitigare la pena o di rinunciarvi. Lo studio si propone, attraverso un’indagine di diritto comparato e l’esame di risalenti progetti di riforma del codice penale, di suggerire l’inserimento di una clausola normativa che permetta di valorizzare, in particolari condizioni, la pena naturale e fornisce una base argomentativa politico-criminale in tal senso, collegata al rispetto di principi costituzionali.
Risicato L., Dalla Costituzione al Leviatano. La torsione illiberale del Decreto ‘sicurezza’ n. 48/2025, p. 471 ss.
Il saggio analizza criticamente i più rilevanti profili di illegittimità costituzionale del d.l. 11 aprile 2025, n. 48, convertito senza emendamenti nella l. n. 80/2025, che ha recepito d'autorità, dopo diciassette mesi di passaggi parlamentari, i controversi contenuti del disegno di legge AC 1660. Il monstrum della sicurezza pubblica determina in questo caso uno strappo costituzionale quasi senza precedenti: i motivi che avrebbero giustificato il ricorso alla decretazione d'urgenza – incomprensibili pensando alla lunga gestazione del disegno di legge in sede parlamentare –sono pericolosamente generici, tanto più che le numerose disposizioni penali del decreto sono assai eterogenee per contenuto e fini ma tutte caratterizzate da sanzioni sproporzionate e irragionevoli (specie in danno di soggetti deboli). Il diritto penale come strumento di neutralizzazione del disagio sociale: coerente con la fisionomia teratologica delle democrazie illiberali del terzo millennio, un processo irreversibile?
Manacorda S., La comparazione penalistica e la proposta per una New Legal Science tra ambizione teorica e prospettive metodologiche, p. 493 ss.
La comparazione penale ha da tempo affiancato alla mera funzione classificatoria e a quella ancillare rispetto alla dogmatica ulteriori dimensioni, volte al superamento dei particolarismi nazionali da un canto, l'ambizione verso un diritto sovranazionale dall'altro canto, la ricerca di elementi di dialogo o di similitudine tra i sistemi giuridici. In quest'ultima direzione si inseriscono le riflessioni di Dubber, che ambiscono a proporre un metodo giuridico che superi la tradizionale dicotomia tra civil law e common law. Si preconizza così l'abbandono di tradizionali e sterili contrapposizioni tra modelli astratti di inquadramento del diritto e della procedura penali, spesso frutto di reciproche schematizzazioni, proponendo una rifondazione della dottrina penalistica a partire dal superamento della contrapposizione identitaria tra famiglie giuridiche. Al di là dell’ambizione teorica di dar vita ad una New Legal Science, l’utilità del contributo si coglie nella condivisibile esigenza di un più intenso dialogo tra mondi dottrinali speso avvinti da difficoltà di reciproca comprensione e — sottotraccia — nella auspicata apertura del mondo nordamericano ai più compiuti sforzi di elaborazione teorica del diritto penale di matrice romano-germanica.
Dubber M.D., Per una Nuova Scienza Giuridica nello Stato penale duale. Analisi critica del diritto e della legittimità del potere statale, 507 ss.
La Nuova Scienza Giuridica (New Legal Science) spinge il discorso giuridico oltre il suo tradizionale provincialismo per affrontare questioni fondamentali comuni a tutti i moderni sistemi giuridici, incluso il problema della legittimità del potere statale esercitato attraverso il “diritto”, il quale si pone in modo particolarmente acuto per il diritto penale.
Note a sentenza
Cogo M., La violenza sessuale in absentia, tra corpo della vittima e sguardo del reo, 531 ss.
La nota prende spunto da una recente sentenza relativa a una vicenda in cui una ragazza era stata costretta, tramite plurime minacce, a realizzare e inviare un video che la riprendeva nel compimento di atti di autoerotismo. Il caso solleva la questione delle interazioni tra nuove tecnologie e violenza sessuale e impone di esaminare se, ai fini dell'integrazione di tale delitto, nelle ipotesi in cui la persona offesa sia costretta a compiere atti sessuali su di sé sia necessario che il reo sia fisicamente presente o comunque prenda visione contestuale o differita del compimento degli atti sessuali.
COMMENTI E DIBATTITI:
Calcaterra A., Salvi C., Colloqui intimi e carcere: prime riflessioni a margine delle linee guida del Dap, 557 ss.
Caraceni L., Riflessioni sparse sulle prime linee guida per i colloqui in intimità dei detenuti, 565 ss.
Favero O., Io non so parlar d’amore, 573 ss.
Gianfilippi F., Adelante (adagio molto), con juicio: brevi osservazioni sulle ‘prime linee guida’ del Dap in materia di affettività in carcere dopo la sentenza Corte costituzionale n. 10/2024, 579 ss.
Palma M., Sul primo colloquio intimo in carcere, 587 ss.
Pavarin G.M., L’esercizio della sessualità in carcere incrocia la burocrazia penitenziaria, 593 ss.
Del Guercio A., Brutti, sporchi e cattivi. L’Europa, le persone migranti e la difesa dello Stato di diritto, 601 ss.
Il commento si sofferma sulla lettera aperta diffusa il 22 maggio 2025 da nove Stati Parti del Consiglio d’Europa, i quali contestano un orientamento eccessivamente garantista della Corte europea dei diritti umani nella giurisprudenza resa in materia di immigrazione.
Gatta F.L., Toghe rosse’ a Strasburgo? La rivolta dei governi contro la giurisprudenza della Corte EDU, 611 ss.
Il 22 maggio 2025 i governi di nove Stati membri del Consiglio d’Europa, tra cui l’Italia, hanno diffuso una lettera aperta con cui criticano l’operato della Corte europea dei diritti umani, colpevole di aver favorito lo sviluppo di una giurisprudenza troppo favorevole alla persona migrante e troppo restrittiva delle prerogative degli Stati in materia di controlli di frontiera e espulsioni. Il presente contributo esamina i contenuti della lettera, le reazioni che essa ha provocato, illustrando i profili e le ragioni per cui essa risulta criticabile, tanto nella forma, quanto nella sostanza.
Tra gli ulteriori contributi presenti nel fascicolo della Rivista, oltre alle consuete rassegne di giurisprudenza costituzionale e di giustizia penale sovranazionale, si segnalano, nella Rassegna bibliografica, le recensioni delle seguenti monografie:
Mazzacuva Fr., Bancarotta e crisi d’impresa. Giustificazione e limiti dell’intervento penale nelle nuove procedure concorsuali, G. Giappichelli Editore, Torino, 2024, pp. 496 (Pietro Chiaraviglio)
Mongillo V., Caterini M., Muñoz Conde F., Slokar A. (a cura di), Radici e prospettive illuministiche nei sistemi penali contemporanei, Pacini giuridica, 2024, pp. 554. (Morena Gallo)
Tonini P., Conti C., Il diritto delle prove penali nel sistema accusatorio contemporaneo, Lefebvre Giuffré Editore, Milano, III ed., 2025, pp. 712. (Maria Novella Galantini)