Abstract dei contributi (a cura di Candida Mistrorigo)
Con l'autorizzazione dell'editore Giuffrè Francis Lefebvre anticipiamo di seguito gli abstract dei lavori pubblicati nell'ultimo numero della Rivista italiana di diritto e procedura penale (n. 4/2025).
NECROLOGI
Bontempelli M., Piermaria Corso – un teorico laico della giustizia penale, p. 1233 ss.
DOTTRINA
ARTICOLI
Picotti L., Antigiuridicità ed elementi soggettivi delle cause di giustificazione nella comparazione fra sistema penale tedesco e italiano, 1241 ss.
Il dibattito penalistico sulla natura oggettiva ovvero soggettiva dell’antigiuridicità, quale categoria dogmatica emersa nella sistematica tripartita del reato sviluppata dalla dottrina tedesca nello scorso secolo, ed ormai accolta prevalentemente anche in Italia, dopo la fondamentale opera di Giacomo Delitala, ha diretti riflessi sull’applicazione delle cause di giustificazione. Da elementi negativi del fatto (oggettivamente inteso), in cui erano inquadrate nella concezione bipartita risalente alla dottrina classica, esse hanno assunto un’autonomia propria anche con riferimento ai loro requisiti di imputazione. Il saggio affronta criticamente le ragioni della diversa risposta data al riguardo nell’ordinamento tedesco, in cui si chiede la presenza di un elemento soggettivo che controbilanci il dolo del reato, sulla base della concezione “personalistica” dell’illecito penale propugnata da Hans Welzel quale corollario della nozione finalistica di azione, e nell’ordinamento italiano, in cui invece prevale una concezione oggettiva, anche normativamente sancita dal criterio d’imputazione di cui all’art. 59 comma 1 codice penale, che pare però subire deroghe in talune ipotesi anche di recente conio, quale la legittima difesa domiciliare. All’esito della comparazione normativa e dogmatica si propone un’autonoma soluzione, che valorizza una concezione oggettiva dell’antigiuridicità rielaborata anche sulla base di precedenti studi.
Della Bella A., Il percorso delle alternative al carcere nell’era del punitivismo. Rileggendo Massimo Pavarini, p. 1273 ss.
Il contributo muove dalla rilettura di un articolo di Massimo Pavarini del 2003 che appare sorprendentemente lungimirante nell’individuare le linee di tendenza del sistema dell’esecu- zione penale degli ultimi decenni. Sviluppando le indicazioni contenute in quel lavoro, il contributo evidenzia come l’espansione dell’esecuzione penale esterna non abbia inciso in senso realmente sostitutivo rispetto al carcere, ma si sia tradotto in un ampliamento complessivo del controllo penale. Attraverso il confronto con l’esperienza statunitense del mass probation, si riflette infine sul rischio di una torsione punitiva delle misure di comunità e sui limiti strutturali delle politiche deflattive adottate in assenza di un ripensamento complessivo delle politiche criminali.
Boone M. – De Boer H., Il carcere come specchio della società. Il ruolo dei fattori sociali nell’andamento della popolazione penitenziaria dei Paesi Bassi, p. 1287 ss.
Il presente contributo esplora l’impatto prodotto dai fattori sociali sull’andamento e la composizione della popolazione carceraria olandese. Basandosi su precedenti analisi empiri- che e altri lavori di riferimento in ambito penologico, l’articolo analizza l’evoluzione di varie categorie all’interno della popolazione detenuta negli ultimi cinquant’anni. Nei Paesi Bassi, il dibattito politico e mediatico, dalla metà degli anni ‘80 si è spesso concentrato sui gruppi vulnerabili e sugli autori di reati meno gravi, come i “corrieri della droga”, i “recidivi” e i responsabili di c.d. “reati ad alto impatto”. Questa attenzione ha condotto all’adozione di politiche e leggi correlate sia al forte aumento della popolazione carceraria tra il 1985 e il 2005, sia al suo significativo calo tra il 2005 e il 2016. La presente analisi mira a contribuire a una soluzione razionale dell’attuale “crisi” del sistema carcerario.
Ubiali M.C., La surrogazione di maternità come reato universale, tra problemi vecchi e nuovi, p. 1307 ss.
La legge n. 169/2024 ha determinato l’applicazione incondizionata della legge penale italiana in relazione a fatti di surrogazione di maternità realizzati all’estero dal cittadino. L’intervento non introduce nuove fattispecie né inasprimenti sanzionatori, ma comporta un’estensione extraterritoriale dell’incriminazione, con l’intento di evitare elusioni della legge nazionale. Tale innovazione – alla quale ci si è riferiti con il concetto improprio di “reato universale” – solleva urgenti interrogativi sui limiti della pretesa punitiva statale, sulla ratio dell’incriminazione e sulle sue ricadute civilistiche, in particolare con riguardo allo status dei minori nati dalla gestazione per altri.
Schirò D. M., Gli incerti confini del medesimo disegno criminoso tra favor rei e necessità di eguaglianza, p. 1333 ss.
Sono trascorsi oltre cinquanta anni dal momento nel quale la disciplina del reato continuato è stata profondamente modificata ed i confini del medesimo disegno criminoso — divenuto l’unico requisito in grado di caratterizzare il reato continuato nei casi di concorso eterogeneo di reati — continuano ad essere incerti. L’articolo, prediligendo un approccio integrato al tema, che tenga pure conto della fase dell’accertamento processuale, propone una revisione critica della relativa disciplina, anche alla luce delle sollecitazioni provenienti dai progetti di riforma del Codice penale italiano e dal panorama comparatistico. In un contesto nel quale non sembra possibile rinunciare al reato continuato, una soluzione percorribile potrebbe consi- stere nella scelta, da parte del legislatore, di alcuni elementi in grado di delimitare il perimetro applicativo dell’istituto.
Quaranta D., La prescrizione al vaglio delle Sezioni Unite: un cubo di Rubik cronologicamente “scombinato”, p. 1373 ss.
Come con il celebre poliedro magico, la Corte di cassazione si trova costretta a riallineare (cronologicamente) l’istituto della prescrizione del reato, ormai completamente “rimescolato” dalle continue modifiche normative degli ultimi anni. Le Sezioni Unite, nella specie, hanno ritenuto non abrogata la riforma Orlando e, in conseguenza, inapplicabile la legge ex Cirielli, risistemando i “colori” del twisty puzzle. Una decisione forse non esente da critiche, ma in un quadro normativo desolante, talmente intricato da far sembrare sostenibili entrambe le tesi contrapposte. Il contributo si sofferma, inoltre, su alcune prospettive comparate, sull’enne- sima riforma in itinere e sul possibile ritorno alla prescrizione sostanziale.
Note a sentenza
Menghini A., Dal superiore interesse del minore alla discriminazione nei confronti del padre detenuto, p. 1412 ss.
La Corte costituzionale, producendosi in una sentenza di parziale illegittimità costituzionale dell’art. 47-quinquies comma 7 o.p., risolve la stortura più evidente, fonte di sperequazione rispetto all’accesso del detenuto padre al beneficio della detenzione domiciliare speciale. La Corte ha invece ritenuto di non accogliere le puntuali censure sollevate dai giudici a quibus con riferimento all’ulteriore requisito dell’impossibilità della madre a prendersi cura della prole, mettendo in evidenza, in taluni passaggi non condivisibili della sentenza, una percepibile preoccupazione legata alle esigenze astratte di difesa sociale. Per argomentare la propria decisione la Consulta ha preferito rifugiarsi nel terreno già arato, nella precedente sentenza n. 219/2023, del livello minimo di tutela da assicurare al minore che, nel caso di genitore in esecuzione di pena, vede il diritto alla bigenitorialità degradare e assumere le vesti del mero diritto a vedersi assicurato un rapporto continuativo con almeno un genitore.
Zappulla A., Il percorso di rieducazione minorile: la Corte costituzionale salva il salvabile rimodellandolo, p. 1434 ss.
L’autore analizza le principali caratteristiche e criticità dell’innovativo istituto del percorso di rieducazione minorile (art. 27-bis d.P.R. n. 448/1988), introdotto con il d.l. n. 123/2023 (c.d. decreto Caivano), prendendo spunto dalla sentenza n. 23 del 2025 della Corte costituzionale, che ha attribuito la competenza al giudice dell’udienza preliminare (dalla natura collegiale) e compiuto una invasiva riscrittura costituzionalmente orientata del nuovo strumento di diversion mediante probation.
Bartoli L., La Corte costituzionale e il perimetro della messa alla prova, p. 1458 ss.
Il commento esamina due pronunce che hanno scolpito il controllo di costituzionalità dell’ambito di applicazione della sospensione del procedimento con messa alla prova, avanzando infine una proposta di riformulazione dell’art. 168-bis c.p.
Santangelo A., Il risparmio di spesa nelle frodi pubbliche: ratio della riscossione e divieto di analogia, p. 1471 ss.
Il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche è sottoposto al vaglio delle Sezioni Unite con riferimento ai limiti interpretativi prescritti dal testo della disposizione incriminatrice nonché alla natura giuridica delle ipotesi “a consumazione prolungata”. La lettura ampliativa promossa dal giudice penale presenta criticità in relazione al divieto di analogia in malam partem e alla garanzia della divisione tra poteri negli intricati “sottosistemi” del diritto penale economico.
COMMENTI E DIBATTITI: “Dal DAP vento gelido sul carcere”
Gianfilippi F., Through the looking-glass: tre note dell’amministrazione penitenziaria e un carcere che ha bisogno di comunità, p. 1501 ss.
Fiorentin F., Le circolari del DAP sugli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo negli istituti penitenziari e in materia sanitaria, p. 1509 ss.
Castellano L., Considerazioni sui provvedimenti DAP in tema di autorizzazione all’ingresso della comunità esterna e di coordinamento tra le aree, p. 1519 ss.
Calcaterra A., L’inarrestabile e triste deriva verso la centralizzazione dell’organizzazione penitenziaria, p. 1529 ss.
Brevi note a margine della circolare 21 ottobre 2025 dal titolo “Integrazione disposizione relative ai provvedimenti autorizzativi degli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo presso gli istituti penitenziari — competenze autorizzatorie in materia trattamentale ascritte alla DGDT” e della successiva circolare dei primi di dicembre — che integra e sostituisce quella del 21.10.2025 —, nonchè della circolare 10 ottobre 2025 “Misure di coordinamento tra le aree per l’efficienza operativa e la prevenzione degli eventi critici negli istituti penitenziari”.
Anastasia S., Aperte o chiuse? Che ne facciamo delle carceri? In margine a una recente querelle amministrativa, p. 1537 ss.
Simonetta S., L’impatto della stretta sull’alta sicurezza per progetti volti a portare l’università in carcere, p. 1543 ss.
Dolcini E., Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà: c’era una volta la collaborazione istituzionale, p. 1549 ss.
A margine di “Mauro Palma, Daniela De Robert, Emilia Rossi, Caro Parlamento, Editoriale Scientifica, Napoli, 2025”.
Bartoli R., Una riflessione sul costituzionalismo penale. In dialogo con D. Galliani, Libertà personale e carcere. Percorsi di diritto costituzionale penale, p. 1555 ss.
In dialogo con “D. Galliani, Libertà personale e carcere. Percorsi di diritto costituzionale penale, Milano, FrancoAngeli, 2025, pp. 1-229”.
Tra gli ulteriori contributi presenti nel fascicolo della Rivista, oltre alle consuete rassegne di giurisprudenza costituzionale e di giustizia penale sovranazionale, si segnalano, nella Rassegna bibliografica, le recensioni delle seguenti monografie:
Arroyo Zapatero L., Le tre passioni delle scienze penalistiche, ed. it. a cura di F. Rossi, Lefebvre Giuffrè, Milano, 2025, pp. 77. (Arianna Visconti), p. 1617 ss.
Cantone R., Parisi N., Tambasco D., (a cura di), Whistleblowing. Commento sistematico alla disciplina del d. lgs. n. 24/2023, Lefebvre Giuffrè, Milano, 2025, pp. 650. (Francesco E. Manfrin), pp. 1618.
Carai M.L., Die Strafbarkeit mafiöser Vereinigungen in Deutschland. Zur Reformbedürftigkeit von § 129 StGB im Rahmen der Verfolgung Organisierter Kriminalität vor dem Hintergrund der italienischen Rechtslage, Duncker & Humblot, Berlino, 2025, pp. 177. (Francesco Parisi), p. 1620 ss.
Goisis L., Giustizia penale internazionale e violenza di genere, Jovene Editore, Napoli, 2025, pp. 235. (Cecilia Pasini), p. 1622 ss.
Merzagora I., Il male per una buona causa. L’idealismo pervertito, Raffaello Cortina, Milano, 2024, pp. 232. (Oriana Binik), p. 1624 ss.