La trattativa Stato-mafia e un nuovo tipo di contiguità
Abstract. Il processo sulla c.d. trattativa Stato-mafia si è concluso con un sostanziale disconoscimento dell’impianto accusatorio costruito dalla Procura di Palermo. Tuttavia, una vicenda di tale rilevanza non può esaurirsi in una pronuncia giudiziaria, dovendo, invece, rappresentare uno spunto per tornare a dibattere sul problema, emerso a più riprese e mai completamente risolto, dei possibili risvolti penalistici di quelle condotte di c.d. contiguità con la mafia non necessariamente sfocianti in vero e proprio concorso esterno, ma poste in essere da soggetti che dialogano col sodalizio mafioso nell’intento di sfruttarne la forza per la realizzazione di interessi propri. Con particolare riferimento alle ipotesi qualificate da un vero abuso della funzione pubblica rivestita dal soggetto agente, e partendo da una ricostruzione della vicenda processuale di cui sopra, il contributo intende anzitutto riassumere i termini del problema, evidenziando come la contiguità tra Stato e mafia, a causa del potere di inquinamento delle relazioni sociali e della stessa vita istituzionale di quest’ultima, rappresenti un problema di cui l’ordinamento giuridico deve continuare a farsi carico, e riprendendo in tal senso alcuni suggerimenti, di fonte soprattutto dottrinale, circa le possibilità di un’autonoma tipizzazione in chiave penalistica del fenomeno.
SOMMARIO: 1. Introduzione: dalla categoria della contiguità mafiosa alla condotta di ‘trattativa con la mafia’. Una questione ancora aperta. – 2. La c.d. contiguità mafiosa e la difficile ricomprensione di condotte eterogenee in una nozione unitaria. – 3. La Trattativa: una vicenda complessa, che apre a nuovi scenari. – 3.1. Le reazioni alla sentenza di primo grado e i successivi gradi di giudizio. – 3.2. L’esito dell’impianto accusatorio e l’eredità del processo sulla trattativa. – 4. Un cambio di paradigma: dal rafforzamento dell’associazione all’indebolimento della funzione?
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.