ISSN 2704-8098
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  Articolo  
20 Febbraio 2026


Il “ricorso europeo” alla prova della Corte di cassazione. Le prime applicazioni dell’istituto ex art. 628-bis c.p.p.


AbstractL’articolo esamina la genesi, la struttura e le prime applicazioni giurisprudenziali del nuovo mezzo straordinario di impugnazione introdotto dall’art. 628-bis c.p.p. (c.d. “ricorso europeo”). Istituito al fine di dare esecuzione alle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, l’istituto è volto ad assicurare la conformità del processo penale agli standard convenzionali di tutela dei diritti fondamentali. Dopo averne delineato l’inquadramento sistematico e tratteggiato una comparazione con gli strumenti analoghi previsti in altri ordinamenti del Consiglio d’Europa, il contributo approfondisce l’analisi delle pronunce più significative rese dalla Corte di Cassazione. Tra esse spicca, per rilievo sistematico, il caso Knox, principale precedente in materia. L’indagine si concentra su due profili fondamentali: da un lato, la verifica dell’incidenza effettiva della violazione convenzionale sul giudicato di condanna; dall’altro, la determinazione del rimedio riparatorio, momento in cui si realizza la funzione restitutoria propria del nuovo istituto.

SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. Inquadramento del nuovo mezzo di impugnazione straordinario. – 3. Il caso Knox. – 4. Panoramica comparata. – 5. La regola di giudizio: l’incidenza effettiva della violazione convenzionale sulla sentenza penale di condanna. – 6. Le opzioni decisorie a disposizione della Corte di Cassazione. – 6.1. Osservazioni critiche: la riapertura del processo, ma in quale fase?. – 7. Considerazioni conclusive.

*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.