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  Articolo  
22 Ottobre 2020


Non c'è smuggling senza ingiusto profitto

Profili di illegittimità della normativa penale italiana ed europea in materia di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare



 

Il contributo è ora pubblicato in Diritto penale contemporaneo - Rivista Trimestrale, n. 3 / 2020, pp. 143 ss. (clicca qui per accedere al fascicolo della Rivista Trimestrale)

 

Abstract. Il presente contributo affronta la nota questione della c.d. “criminalizzazione della solidarietà” nei confronti di migranti irregolari e richiedenti asilo in una duplice prospettiva: da un lato ricostruisce la dimensione prasseologica del problema, esaminando la casistica più recente e soffermandosi sulle questioni esegetiche, spesso a cavallo tra discipline appartenenti a rami diversi dell’ordinamento, con le quali gli interpreti sono oggi chiamati a confrontarsi; dall’altro lato mette in luce una serie di vizi di illegittimità che, ad avviso dell’autore, affliggono tanto la disciplina europea in materia di contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, quanto le norme incriminatrici che ne costituiscono attuazione sul piano nazionale, in primis l’articolo 12 del testo unico immigrazione.

 

SOMMARIO: 1. Dalla criminalizzazione del favoreggiamento degli ingressi irregolari al “délit de solidarité”: inquadramento del problema. – 2. Tesi di fondo e struttura del lavoro. – 3. La dimensione prasseologica della “criminalizzazione della solidarietà” in Italia ed in Europa. – 3.1. La criminalizzazione dei soccorsi in mare: la casistica italiana sulle attività di search and rescue delle organizzazioni non governative. – 3.1.1. Il nodo della tipicità. – 3.1.2. Il nodo dell’antigiuridicità, tra adempimento del dovere e stato di necessità. – 3.2. La criminalizzazione della solidarietà tra famigliari: il caso Riace (Domenico Lucano). – 3.3. La criminalizzazione della solidarietà via terra: la casistica francese sui c.d. movimenti secondari. – 3.4. Conclusioni e linee di prosecuzione dell’indagine. – 4. L’illegittimità costituzionale dell’art. 12 t.u. imm. in ragione della sproporzione delle pene edittali. – 4.1. L’irragionevole disparità di trattamento sanzionatorio tra autore del favoreggiamento e straniero favorito. – 4.2. La sproporzione “intrinseca” della cornice edittale nella prospettiva della finalità rieducativa della pena. – 5. L’illegittimità costituzionale della “scriminante umanitaria”: l’irragionevole esclusione delle condotte di favoreggiamento di ingressi irregolari. – 6. L’illegittimità delle scelte di criminalizzazione sottese all’art. 12 t.u. imm. ed al Facilitators Package: la dottrina del chilling effect. – 7. Un problema di c.d. “doppia pregiudizialità”. – 8. Conclusioni.

 

In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.