ISSN 2704-8098
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06 Maggio 2026


Dal capro espiatorio nelle organizzazioni al capro espiatorio delle organizzazioni? Riflessioni sul concetto di colpa di organizzazione muovendo dal pensiero di Maurizio Catino


Pubblichiamo in allegato il testo della relazione del Prof. Roberto Bartoli al Convegno Organizzazioni e responsabilità penale: (le) relazioni pericolose?, tenutosi presso l’Università di Padova il 28 novembre 2025, i cui atti sono in corso di pubblicazione a cura del prof. Riccardo Borsari, che si ringrazia per l’autorizzazione a pubblicare anche su questa Rivista.

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AbstractIl contributo prende in esame i modelli teorici di attribuzione di penale responsabilità in capo agli enti e la connessa concezione di colpa di organizzazione, calandoli poi nella realtà delle attuali dinamiche punitive ovvero responsabilizzanti/premianti. Nell’intessere un dialogo con il recente lavoro di Maurizio Catino, Trovare il colpevole. La costruzione del capro espiatorio nelle organizzazioni (Bologna, 2022), l’Autore intende vagliare se e quanto il sistema 231 sia effettivamente improntato a una strenua ricerca del capro espiatorio, ovvero se sia – come si auspica – piuttosto rivolto alla promozione di condotte virtuose post delictum, in modo da fare del commesso reato l’occasione per verificare l’assetto organizzativo dell’ente ed eventuali difetti di organizzazione da correggere.

SOMMARIO: 1. Una breve premessa. – 2. Il concetto di capro espiatorio. – 3. Perché e come si punisce l’ente collettivo? – 4. Come si configura il nostro sistema 231? A quale modello si ispira? – 4.1. Un rapido sguardo sulle recenti proposte di riforma. – 5. Quale modello ha senso nei confronti dell’ente? – 5.1. Un dialogo con la riflessione di Maurizio Catino. – 6. Una conclusione.