Pubblichiamo in allegato il testo della relazione del Prof. Roberto Bartoli al Convegno Organizzazioni e responsabilità penale: (le) relazioni pericolose?, tenutosi presso l’Università di Padova il 28 novembre 2025, i cui atti sono in corso di pubblicazione a cura del prof. Riccardo Borsari, che si ringrazia per l’autorizzazione a pubblicare anche su questa Rivista.
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Abstract. Il contributo prende in esame i modelli teorici di attribuzione di penale responsabilità in capo agli enti e la connessa concezione di colpa di organizzazione, calandoli poi nella realtà delle attuali dinamiche punitive ovvero responsabilizzanti/premianti. Nell’intessere un dialogo con il recente lavoro di Maurizio Catino, Trovare il colpevole. La costruzione del capro espiatorio nelle organizzazioni (Bologna, 2022), l’Autore intende vagliare se e quanto il sistema 231 sia effettivamente improntato a una strenua ricerca del capro espiatorio, ovvero se sia – come si auspica – piuttosto rivolto alla promozione di condotte virtuose post delictum, in modo da fare del commesso reato l’occasione per verificare l’assetto organizzativo dell’ente ed eventuali difetti di organizzazione da correggere.
SOMMARIO: 1. Una breve premessa. – 2. Il concetto di capro espiatorio. – 3. Perché e come si punisce l’ente collettivo? – 4. Come si configura il nostro sistema 231? A quale modello si ispira? – 4.1. Un rapido sguardo sulle recenti proposte di riforma. – 5. Quale modello ha senso nei confronti dell’ente? – 5.1. Un dialogo con la riflessione di Maurizio Catino. – 6. Una conclusione.



Roberto Bartoli