ISSN 2704-8098
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21 Gennaio 2026


Accesso alla rete Internet e tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute: una “connessione lenta”


AbstractIl contributo analizza l’ingresso delle tecnologie digitali nel sistema penitenziario italiano, evidenziandone lo sviluppo disomogeneo e le persistenti fragilità normative. A fronte della centralità che Internet riveste per l’esercizio di diritti fondamentali – quali informazione, istruzione, comunicazione e difesa – l’ordinamento penitenziario continua ad offrire un quadro regolatorio lacunoso, delegando alle circolari amministrative il compito di disciplinare l’accesso alla rete attraverso modelli altamente restrittivi e selettivi. Nonostante l’emergenza pandemica abbia rappresentato un momento di accelerazione, favorendo la diffusione di strumenti di comunicazione digitale e di didattica a distanza, l’assenza di una disciplina organica e l’incapacità del legislatore di recepire tali innovazioni hanno finito per produrre soluzioni frammentarie e territorialmente disomogenee. La transizione verso un modello penitenziario “digitalmente inclusivo” impone, pertanto, un intervento sistemico, volto a garantire un accesso controllato e sicuro alla rete, in funzione della piena attuazione della finalità rieducativa della pena e del rispetto dei diritti fondamentali.

SOMMARIO: 1. L’ingresso di Internet in carcere tra vuoti normativi e soluzioni di soft law – 2. Connessioni “emergenziali” e primi esperimenti digitali – 3. Oltre l’emergenza: prospettive per un’inclusione digitale nel sistema penitenziario

 

*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.