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14 Novembre 2025


L'emergenza carcere ostacola i mandati d'arresto europei: il Tribunale di Monaco di Baviera sospende il procedimento di consegna all'Italia di un detenuto e chiede rassicurazioni sulle condizioni di detenzione

Tribunale Regionale Superiore di Monaco di Baviera (Oberlandesgericht München), dec. 12 settembre 2025



Le condizioni igienico-sanitarie e di sovraffollamento in Italia hanno raggiunto livelli tali da inficiare la collaborazione giudiziaria con altri paesi risultando di ostacolo a estradizioni e mandati di arresto europeo. Lo testimonia l’interessante provvedimento qui allegato – nell’originale in lingua tedesca e con una traduzione in italiano non ufficiale – emesso dal Tribunale Regionale Superiore di Monaco di Baviera (Oberlandesgericht München) il 12 settembre 2025. La decisione è stata presa nell’ambito di una procedura di consegna dalla Germania verso l’Italia di persona destinataria di un mandato d’arresto europeo per l’esecuzione della pena per tentato omicidio e altri reati. Il Tribunale tedesco ha bloccato temporaneamente la consegna per chiedere assicurazioni all’Italia sulle possibili condizioni di detenzione.

Il § 73 della legge tedesca sull’assistenza giudiziaria in materia penale rende inammissibile l’assistenza giudiziaria – nel caso di specie, la consegna del detenuto per scontare la pena in Italia – quando ciò risulti in contrasto con i principi del diritto UE, ivi compreso il divieto di tortura, pene o trattamenti inumani o degradanti stabilito dall’art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Il Tribunale tedesco sospetta che le condizioni di detenzione in Italia contrastino con il diritto UE, rendendo inammissibile la consegna della persona, richiesta dall’Italia.

A fronte di ciò il Tribunale ha disposto che siano richieste alle autorità italiane tre ordini di rassicurazioni:

  1. che il detenuto sarà recluso in un istituto non sovraffollato e con disponibilità nella cella di spazio non inferiore a 3 mq;
  2. che, quanto ad igiene e assistenza medica, l’istituto di destinazione soddisfi gli standard minimi europei;
  3. che le celle dell’istituto di destinazione non siano infestate da parassiti, come le cimici che si trovano nei letti.

 

Il Tribunale di Monaco riconosce che l’ultimo rapporto del CPT (Comitato per la prevenzione della tortura) relativo all’Italia non evidenzia carenze sistemiche; tuttavia, prende atto del tempo trascorso e, soprattutto, di come risulti documentalmente che le condizioni sono peggiorate, sia in rapporto al sovraffollamento sia in relazione alle condizioni igieniche. La difesa, in particolare, si legge nela parte finale del provvedimento, ha prodotto un rapporto di Antigone e un articolo tratto dalla nostra Rivista, nonché fotografie che rappresentano ferite da morsi di insetti riportate in un istituto italiano, che fanno pensare a un deterioramento delle condizioni generali delle carceri italiane.

Sulla base di tali argomentazioni, la decisione è stata rinviata in attesa di acquisire le rassicurazioni richieste dalle autorità italiane. Un analogo provvedimento, come riportato dai media italiani, era stato adottato in precedenza, a maggio di quest’anno, da un giudice olandese.

E' superfluo sottolineare, alla luce di simili decisioni, come l'emergenza carcere comprometta non solo esigenze di giustizia e di cooperazione, ma la reputazione internazionale del nostro Paese quanto a livello di civiltà e rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti, rendendo se possibile ancor più urgenti interventi volti a migliorare le condizioni di detenzione. Con atteggiamento di superiorità guardiamo talora ad altri stati pensando che siano meno civili del nostro. Questa volta ad essere guardati con sospetto, siamo noi. E la cosa deve farci riflettere e far agire senza esitazioni chi ha responsabilità di governo delle carceri.

(Gian Luigi Gatta)