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  Notizie  
05 Dicembre 2025


Nuova Circolare del DAP in tema di eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo in carcere


È stata resa pubblica la nota firmata dal Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento, che interviene ulteriormente sulla materia delle competenze autorizzative relative ad eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo presso gli Istituti penitenziari che ospitino anche detenuti appartenenti ai circuiti di diretta gestione dipartimentale (Alta Sicurezza, collaboratori, 41-bis). 

Si tratta di un documento che fa seguito alla nota del 21 ottobre 2025, già pubblicata su questa Rivista, con cui si era previsto che, a differenza di quanto accadeva sulla base di previgenti circolari, quando eventi educativi, culturali o ricreativi erano “autorizzati” dai Provveditorati Regionali, se coinvolgenti persone detenute appartenenti al solo circuito della Media Sicurezza, la competenza fosse assunta a livello centrale dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Il Coordinamento nazionale dei magistrati di sorveglianza, tra gli altri, aveva pubblicato un documento critico, sollevando perplessità cui la nota in oggetto fornisce alcune risposte. Si esprimeva preoccupazione per la centralizzazione, riguardata come un arretramento che “rischia di compromettere molti dei progetti faticosamente portati avanti da cooperative, associazioni, mondo dell’educazione e di tutto il Terzo settore”. Poteva infatti prevedersi un aggravio dei tempi di definizione di queste autorizzazioni con la conseguente riduzione delle iniziative trattamentali. 

Il timore della magistratura di sorveglianza associata era dunque che un carcere, già sovraffollato e povero di opportunità risocializzanti, finisse per offrire ancor meno occasioni di confronto con l’esterno, svilendo il ruolo del Direttore, la sua conoscenza diretta del territorio e la collaborazione da lui impostata con il Terzo settore.

A queste critiche l’amministrazione replica con una nota di chiarimento che, in concreto, comporta due essenziali variazioni

La prima è volta a ridefinire il suo spazio di valutazione circa le iniziative educative, culturali e ricreative, come dettato da esigenze di verifica in ordine alla compatibilità dei moduli prescelti dalle Direzioni con la sicurezza penitenziaria e con le risorse a disposizione del singolo istituto penitenziario, descrivendolo, anche a modifica di una risalente circolare del 1997 che ne parlava in termini di autorizzazione, come di un “nulla osta”. In questo modo si ritiene che dovrebbe risultarne fugato il pericolo di una qualche confusione con l’autorizzazione alla partecipazione della comunità esterna, che resta in capo alla magistratura di sorveglianza, per come previsto dall’art. 17 legge penitenziaria.

La seconda individua in sette giorni prima dell’evento il “congruo anticipo” con il quale occorre che la richiesta di nulla osta pervenga agli uffici romani, completa di moltissimi elementi di dettaglio, che restano invariati rispetto a quanto già previsto con la nota del 21 ottobre, e cioè: data, spazi utilizzati, durata dell’iniziativa, numero dei detenuti coinvolti e, se presenti anche detenuti AS, lista nominativa degli stessi, elenco dei nomi e dei titoli dei partecipanti alla comunità esterna(se previsti), parere della Direzione/G.O.T.

Si aggiunge, poi, che la risposta dell’amministrazione, se la documentazione trasmessa è effettivamente completa, dovrà pervenire entro due giorni, anche se in un primo passaggio del documento si precisa, con qualche conseguente incertezza, che si tratta di due giorni lavorativi.

Se il chiarimento relativo al “nulla osta” sembra in concreto utile, più che sotto un profilo pratico, quale tentativo di risistemazione formale di una materia da lungo tempo abitata da interventi amministrativi che, comunque denominati, appaiono aggiuntivi rispetto a quelli definiti per legge, quello concernente una miglior definizione dei tempi in cui occorre inviare le richieste e, soprattutto, in cui si debbono ottenere risposte, appare in grado di fornire qualche rassicurazione agli operatori chiamati ad elaborare progetti che, necessariamente, richiedono dettagli e flessibilità nelle scelte incompatibili con più ampi termini. La documentazione da fornire resta, comunque, molto ampia da raccogliere, come pure resta la difficoltà di raggiungere il livello centrale con le informazioni necessarie a far comprendere, a tanta distanza spaziale, le ragioni di un certo progetto e di alcune modalità prescelte per realizzarlo.

La nota riferisce che l’obbiettivo futuro è di elaborare in prospettiva una circolare che raccolga “best practises” e attività progettuali rilevanti, ma nel breve periodo sarà già possibile saggiare la capacità dell’amministrazione di gestire questo nuovo riparto di competenze, che resta fortemente accentrato, favorendo, per come dichiarato, la partecipazione all’azione rieducativa da parte di cittadini, associazioni e istituzioni, e non pregiudicando, come paventato, a causa della complessa macchina burocratica centralizzata agli uffici romani, programmi che, lungi dall’essere un violon d’Ingres per il mondo penitenziario, costituiscono un importante inveramento del volto costituzionale delle pene.