Il presente contributo, destinato al volume che raccoglie gli atti del convegno, costituisce la rielaborazione aggiornata, integrata con riferimenti bibliografici, della relazione presentata dall’Autore al Convegno “Per una esecuzione penale secondo Costituzione 50 anni dall’approvazione della legge di ordinamento penitenziario - Storia, effettività, prospettive in memoria di Vittorio Grevi”, a cura di Laura Cesaris e Paolo Renon, tenutosi il 3-4 dicembre 2025 a Pavia.
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Abstract. L’articolo analizza il percorso di emersione e di attuazione del diritto all’affettività e alla sessualità in ambito penitenziario, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 10/2024, che ha segnato una svolta nel riconoscimento del “volto costituzionale” della pena. Dopo aver ricostruito la lunga inerzia legislativa e amministrativa e il divieto di fatto che ha caratterizzato l’ordinamento italiano, il contributo esamina criticamente le prime risposte successive alla pronuncia della Consulta, in particolare le linee guida del DAP del 2025, evidenziandone limiti, ambiguità e tensioni con la natura di diritto fondamentale dell’affettività. Il confronto con le esperienze straniere mette in luce il ritardo italiano sul piano normativo, organizzativo e culturale. L’analisi si conclude sottolineando la necessità di una riforma legislativa organica, capace di superare la logica premiale e di garantire un’effettiva tutela della dignità della persona detenuta, coerente con i principi costituzionali e convenzionali.
SOMMARIO: 1. Il diritto all’affettività del detenuto come componente della tutela della dignità dell’uomo. – 2. La sessualità come componente essenziale dell’affettività: una realtà da troppo tempo negata. – 3. Il superamento del paradosso: l’affettività, di cui l’intimità e la sessualità sono componenti essenziali, è un diritto fondamentale. – 4. Dal faticoso riconoscimento del diritto alla altrettanto complicata sua concreta attuazione. – 5. Alzare lo sguardo oltreconfine. – 6. Due auspici conclusivi e un monito, sempre attuale, di Vittorio Grevi.



Simone Lonati