ISSN 2704-8098
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09 Ottobre 2026


Le proposte di modifica dell’art. 609 bis c.p. tra “consenso affermativo” e riconoscibilità del dissenso: una riforma ancora in itinere


Abstract. Nonostante la diffusa consapevolezza della necessità di riformare la fattispecie di violenza sessuale, abbandonando definitivamente il c.d. “modello costrittivo” in favore di un nuovo paradigma configurativo incentrato sulla mancanza del consenso (appunto: “modello consensuale”), anche al fine di adeguare la normativa interna agli standard sovranazionali, i lavori parlamentari per la riformulazione dell’art. 609 bis c.p. hanno recentemente subito un forte rallentamento, e sembrano oggi arenati nel terreno dello scontro politico. In questo scenario di sostanziale “stallo”, il lavoro esamina la “proposta Unterberger”, evidenziandone il ruolo di potenziale punto di equilibrio tra le diverse posizioni sinora espresse. Tale proposta rappresenta infatti una soluzione di compromesso che potrebbe offrire una via d’uscita pragmatica per superare l’impasse parlamentare e garantire maggiori tutele, sia alla vittima che all’imputato, sul duplice piano sostanziale e processuale.

SOMMARIO: 1. I lavori parlamentari per la riforma dell’art. 609 bis c.p. – 2. La “proposta Bongiorno” e gli sviluppi successivi. – 3. Il “modello” italiano ed i nodi irrisolti dalla riforma del 1996. – 4. Uno sguardo al contesto sovranazionale. – 5. Il “formante giurisprudenziale” e le questioni ancora aperte. – 6. Alcune considerazioni sul “testo Unterberger” e sul tema dell’errore sul consenso.

 

* In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.